Punto di fusione della cera: temperature per fare candele

Punto di fusione della cera: temperature per fare candele

Punto di fusione della cera: perché non è la temperatura di lavorazione

Quando si realizza una candela, la temperatura è uno degli aspetti più importanti da controllare. Allo stesso tempo, è anche uno degli argomenti che genera più dubbi, soprattutto quando si leggono le caratteristiche riportate nella scheda tecnica di una cera.

Uno degli errori più frequenti è infatti pensare che il punto di fusione indicato nella scheda tecnica corrisponda alla temperatura alla quale la cera deve essere sciolta e lavorata.

Non è così.

Una cera può avere, ad esempio, un punto di fusione di circa 50-55 °C, ma durante la preparazione di una candela può essere necessario portarla a temperature decisamente superiori.

Vediamo quindi cosa significa realmente punto di fusione e come orientarsi tra temperatura di scioglimento, aggiunta del colorante, aggiunta della fragranza e temperatura di colata.

Che cos'è il punto di fusione della cera?

Il punto di fusione è una caratteristica fisica della cera e indica la temperatura, o più spesso l'intervallo di temperatura, nel quale avviene il passaggio dallo stato solido allo stato liquido.

Questo valore non deve essere confuso con la temperatura di lavorazione consigliata.

Se nella scheda tecnica di una cera troviamo, ad esempio, un punto di fusione di 52-55 °C, non significa che sia sufficiente riscaldarla fino a quella temperatura per eseguire correttamente tutte le fasi di produzione della candela.

Punto di fusione ≠ temperatura di lavorazione

Durante la preparazione abbiamo infatti diverse temperature da considerare:

temperatura di fusione completa → aggiunta del colorante → aggiunta della fragranza → temperatura di colata.

Ognuna di queste fasi può richiedere una temperatura differente.

A quale temperatura bisogna sciogliere la cera?

Per molte cere utilizzate nella produzione di candele, come riferimento generale, la cera viene portata indicativamente a circa 80-90 °C, salvo diverse indicazioni specifiche fornite dal produttore.

Lo scopo è ottenere una fusione completa e una massa liquida uniforme, pronta per le successive fasi di lavorazione.

Raggiunto questo punto, non significa però che la cera debba essere immediatamente profumata o versata.

La temperatura dovrà essere progressivamente abbassata in funzione delle operazioni successive.

Quando si aggiunge il colorante?

Se desideriamo colorare la candela, il colorante viene generalmente aggiunto quando la cera è completamente liquida e ancora sufficientemente calda da permetterne una corretta dispersione.

Per molti coloranti specifici per candele, una temperatura indicativa può essere compresa tra 75° e 85 °C.

È importante mescolare accuratamente fino alla completa dispersione del colore.

Una volta incorporato il colorante, si lascia scendere gradualmente la temperatura prima di aggiungere la fragranza.

Quando si aggiunge la fragranza?

Anche la temperatura di aggiunta della fragranza non è uguale per tutte le cere.

Come riferimento generale, per molte cere per candele la fragranza può essere aggiunta a una temperatura compresa indicativamente tra 65 e 75 °C.

La temperatura più adatta dipende dalla formulazione della cera utilizzata e dalle indicazioni tecniche del produttore. Per questo motivo non è corretto considerare una singola temperatura come valida per qualsiasi tipo di cera.

Una volta raggiunta la temperatura adatta, si aggiunge la quantità di fragranza prevista e si mescola accuratamente, in modo da favorirne una distribuzione uniforme nella massa di cera.

Successivamente si lascia scendere ulteriormente la temperatura fino a raggiungere quella più adatta alla colata, che varierà a seconda che si stia utilizzando una cera per contenitori o una cera per stampi.

A quale temperatura si versa la cera?

Anche la temperatura di colata varia sensibilmente in base alla tipologia di cera.

In particolare, è utile distinguere tra cere per contenitori, generalmente più morbide e con un punto di fusione più basso, e cere per stampi o pillar, generalmente più dure e con un punto di fusione più elevato.

Come riferimento generale:

Fase di lavorazione Temperatura indicativa Cosa fare
Fusione completa della cera 80-90 °C Portare la cera a completa fusione, salvo differenti indicazioni del produttore
Aggiunta del colorante 75-85 °C Aggiungere il colorante e mescolare fino alla completa dispersione
Aggiunta della fragranza 65-75 °C Aggiungere la fragranza alla temperatura adatta alla cera utilizzata e mescolare accuratamente
Colata – cere per contenitori 60-70 °C Versare la cera nel contenitore alla temperatura indicata per la specifica formulazione
Colata – cere per stampi 70-75 °C o superiore Regolare la temperatura in base alla cera, allo stampo e alle condizioni ambientali

Attenzione: i valori riportati nella tabella sono indicativi e rappresentano un punto di partenza.

Cere a basso e alto punto di fusione: cosa cambia?

Le cere per contenitori sono generalmente formulate per aderire alle pareti del bicchiere o del vasetto e tendono ad avere un punto di fusione più basso. Per molte di queste cere la temperatura di colata si colloca indicativamente intorno ai 60-65 °C.

Le cere per stampi, invece, devono produrre una candela sufficientemente rigida da mantenere la propria forma una volta estratta. Presentano generalmente un punto di fusione più elevato e possono richiedere temperature di colata intorno ai 70-75 °C o superiori, a seconda della formulazione.

Ecco perché non è corretto applicare automaticamente la stessa temperatura a tutte le cere.

Le temperature sono importanti, ma non sono valori fissi

Questo è probabilmente il concetto più importante da ricordare.

Quando lavoriamo con la cera, le temperature sono fondamentali, ma non devono essere considerate numeri rigidi e immutabili.

Le temperature riportate nelle schede tecniche e nelle guide costituiscono un riferimento dal quale partire. Il comportamento della cera può però cambiare in funzione delle condizioni nelle quali viene lavorata.

Tra i fattori che possono influenzare il risultato troviamo:

  • temperatura dell'ambiente di lavoro;

  • stagione;

  • umidità;

  • temperatura del contenitore o dello stampo;

  • quantità di cera lavorata;

  • tipologia e quantità di fragranza;

  • presenza di coloranti o altri additivi;

La stessa cera, quindi, può richiedere piccoli aggiustamenti delle temperature di lavorazione durante l'anno.

In estate e in inverno la stessa cera può comportarsi diversamente

Immaginiamo di utilizzare la stessa cera in inverno, in un laboratorio particolarmente freddo, e successivamente in estate con una temperatura ambiente molto più elevata.

Anche seguendo la stessa ricetta, il comportamento durante il raffreddamento e la solidificazione potrebbe essere differente.

In alcuni casi può essere utile modificare leggermente la temperatura di colata oppure intervenire sulla temperatura dello stampo o del contenitore.

Questo è uno dei motivi per cui due persone che utilizzano la stessa cera e la stessa temperatura possono ottenere risultati leggermente diversi.

Una temperatura sbagliata può influire sul risultato?

Una temperatura di lavorazione non adeguata può contribuire alla comparsa di alcune imperfezioni, come:

  • frosting;

  • superfici irregolari;

  • crepe;

  • bolle;

  • distacco della cera dalle pareti del contenitore;

  • problemi durante la solidificazione.

La presenza di uno di questi fenomeni, tuttavia, non significa automaticamente che la cera sia difettosa.

Prima di arrivare a questa conclusione è importante valutare l'intero processo di lavorazione: temperature utilizzate, ambiente, raffreddamento, fragranza, colorante, contenitore e modalità di colata.

A volte una variazione di pochi gradi o un diverso controllo del raffreddamento può già modificare sensibilmente il risultato.

Perché è importante fare sempre dei test

Le indicazioni tecniche sono indispensabili per avere un corretto punto di partenza, ma nella produzione di candele i test rimangono fondamentali.

Quando utilizziamo per la prima volta una nuova cera, una nuova fragranza, un nuovo colorante o un nuovo contenitore, è sempre consigliabile effettuare delle prove prima di realizzare quantità elevate di prodotto.

Annotare le temperature utilizzate e il risultato ottenuto permette inoltre di creare nel tempo un proprio metodo di lavorazione e di adattarlo alle diverse stagioni.

In conclusione

Il concetto fondamentale da ricordare è semplice:

il punto di fusione indicato nella scheda tecnica non corrisponde automaticamente alla temperatura alla quale dobbiamo sciogliere, profumare o colare la cera.

Il punto di fusione descrive una caratteristica fisica della cera, mentre durante la produzione di una candela dobbiamo gestire diverse temperature nelle varie fasi di lavorazione.

Come riferimento generale possiamo partire da circa 80-90 °C per ottenere la completa fusione, scendere successivamente alla temperatura adatta all'aggiunta della fragranza, generalmente 65-75 °C, e infine raggiungere la corretta temperatura di colata, che sarà diversa per una cera da contenitore e una cera da stampo.

Ma soprattutto ricordiamo che non esiste una temperatura universale perfetta per tutte le cere e in tutte le condizioni.

Conoscere la propria cera, seguire le indicazioni tecniche, controllare l'ambiente di lavoro e fare test permette di trovare il giusto equilibrio e ottenere risultati sempre più costanti.

Previous post
Back to News

Leave a comment

Please note, comments must be approved before they are published